
ROMA - “ Adesso basta con questa storia del tesoro. E’ vero, glieli ho dati i soldi a Diego, ma erano suoi. E poi è successo soltanto quella volta della telefonata che hanno registrato”. Così chiarisce la sua posizione Don Evaldo Biasini raggiunto al telefono da Fiorenza Sarzanini, giornalista del Corriere della Sera . spiegando la natura dei suoi rapporti con Diego Anemone, l'imprenditore coinvolto nell'inchesta sugli appalti del G 8. Attualmente Don Evaldo si trova in Tanzania per procurare aiuti alla popolazione e provvedere a circa 500 persone di cui fanno parte 240 bambini. Tutti assistiti dalla Congregazione di cui Don Evaldo fa parte. Il missionario spiega che custodisce provvisoriamente quei soldi perché Anemone tempo fa ha ristrutturato una palazzina della Congregazione ad Anagni e deve ancora essere pagato. Spiega con tono deciso e sicuro Don Evaldo: “ Io non c’ho nessuna cassaforte, niente di segreto. Sono venuti i Carabinieri e ho consegnato alcuni assegni circolari. Io lo voglio dire chiaro: non sono intestati né a Don Evaldo, né alla Congregazione. Faranno le indagini e scopriranno la verità. E vedranno che io a Diego gli davo i soldi perché lui faceva lavori per noi. Alla domanda della giornalista sul perché custodisse tutta quella somma, così risponde: “ Mi aveva detto: Don Evaldo non mi pagare, quando ho bisogno mi fai degli anticipi”. Conosce Diego Anemone dal 1984, da quando il nonno incominciò a fare ristrutturazioni per la sua Congragazione, dopo la ditta è passata al padre, e adesso la gestisce Diego.